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Francesco Tetro in occasione della mostra "Mito & Metafora" di Normanno Soscia organizzata a Sperlonga (LT), presso il Museo archeologico nazionale,  ebbe a scrivere:  "...Dell’artista, la cui produzione è ormai nota anche fuori dai confini nazionali e che annovera collezionisti attenti al suo modo di proporre l’arte figurativa, tra classicità e mitologia, attraverso i temi di sempre: l’amore, la figura femminile, l’invito al senso ludico e leggero della vita, si può constatare come siano riconoscibili lo stupore quasi adolescenziale del vivere, che il passare degli anni neppure scalfisce, e, per contro, l’ironia e il distacco di una cultura naturalmente vissuta. Tali capacità, innate in Normanno, sono state sottolineate dalla critica ufficiale, in particolare da M. Venturoli che riconobbe una sorta di nuovo umanesimo, data la capacità di rivivere il coloratissimo passato che dolcemente si immerge nel presente quotidiano. Memoria, immaginazione, mondo classico e leggenda, sono le tappe di un percorso che Normanno percorre, bilanciato tra rimandi ad una nuova metafisica e ad un nuovo surrealismo. G. Ruggiero ben colse la sua anima profonda quando asserì che l’artista “rende quotidiani gli eroi e umani gli Dei”. Figure senza tempo, luce fusa nel colore, ricordi della stagione pittorica pompeiana, risultano così tutt’uno con il presente storico dell’artista.